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Ecovillaggio


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Elisabetta Cifiello

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Una vacanza all’Eco Villaggio
Sdraiata sull’amaca a fissare una foglia che si muove leggera sospinta dal vento.
Che ore sono? Non ne ho idea.
Prima del pranzo ? Dopo il pranzo? Prima di cena? Dopo cena?
Quanto tempo è passato? Forse un po’ o forse tanto, mentre osservo una castagna acerba sull’albero e il sole filtrare tra i rami del bosco.
Con il libro tra le mani leggo alcune righe e poi chiudo gli occhi e sogno di trovarmi lì dove mi trovo. Ho quasi freddo a 900 metri ed è il 15 agosto.
Zia Lella sta dipingendo su alcune tavolette di legno il nome delle piante appena seminate che metterà vicino per riconoscerle.
In lontananza Mauro sta dipingendo la staccionata davanti alle stanze dell’ostello.
Nonna Enrica all’ombra, sulla poltrona, sta leggendo una rivista.
Marisa è appena tornata , con Titti, da una passeggiata in paese e sorride.
Daniele è in camera con Riccardo ad osservare il paesaggio dalla finestra della casa padronale.
Il tempo scorre lento, denso di particolari.
Una mosca continua ad appoggiarsi sul mio braccio, ma non mi da fastidio.
Le farfalle si posano sul libro e poi volano subito via.

E pensare che prima di partire da Roma ero preoccupata.
Riccardo, mio figlio autistico, starà bene? Riusciremo a riposarci?
Sì perché l’autismo non va in vacanza.
Crisi improvvise, ossessioni, compulsioni, arrivano senza preavviso.
Puoi stare anche in paradiso ma non gli interessa.
Mare, montagna, collina, sei costretta a ripartire anche prima del tempo.
Ogni anno però ci si riprova, con la speranza di trovare “l’isola che non c’è”.
“Dov’è Riccardo? Non lo sento da un po’”. E spunta fuori a piedi nudi sempre con il sorriso.
“Passeggiata!” Allora tutti con un bastone alla mano a camminare nel bosco.
Fa quasi paura tanta quiete e bellezza!
I pensieri sono leggeri, si dimentica la vita in città.
Sembra quasi impossibile poter vivere diversamente da qui.
E’ tutto così…..giusto.
Si prepara il pranzo con quello che c’è.
Riccardo ha appetito, lui, che bisogna rincorrerlo per farlo mangiare!
Seduto con noi a tavola, in compagnia, senza bisogno di scappare sempre via, vicino a Mauro e zia Lella.
“Mauro acchiapparella! Mauro mi prendi? Mauro fai solletico sul collo?” Così difficile sentirlo chiamare le persone per nome!
Dormire, leggere, passeggiare e mangiare.
E poi arrivano: Gianni , Danusia, Giada e i cagnolini, con la ricotta, il formaggio, il vino, la frutta e la verdura dell’orto.
Alla sera il cielo è pieno di stelle, ma si illumina ancora di più con i fuochi d’artificio.
Poi arrivano Alex e Tiziana con l’insalata, le patate, il vino e la torta del compleanno.
Montano la tenda, anche se ci sono tanti letti, perché è più bello dormire a contatto con la terra.
E poi conosciamo anche Giuseppe.
Così passano 12 giorni ed è il momento di ritornare a Roma.
Il cemento, il pavimento di casa, non è più la stessa cosa.

Mi sono ricordata, stando all’Eco Villaggio, di appartenere alla terra e ne avevo bisogno.
Ma sono felice perché certe sensazioni non si dimenticano.
Le conserverò nel mio cuore e appena ne avrò bisogno, chiuderò gli occhi e immaginerò di essere sull’amaca sotto a quel bosco.

“Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritta fino al mattino
Non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è
E ti prendono in giro se continui a cercarla
Ma non darti per vinto
Perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te!

Grazie……ci rivediamo presto?

Elisabetta
01/09/2017


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